Morning Brew: il briefing mattutino per millenials professionisti del business

Se un qualsiasi prodotto media passa da 200K a quasi un milione di utenti nel giro di 10 mesi, si sta parlando di qualcosa di interessante.
Ma se il prodotto in questione è una newsletter, beh, allora l’aggettivo giusto è sbalorditivo: un aggettivo piuttosto corretto per Morning Brew – con buona probabilità, uno dei prodotti editoriali del 2018.
Morning Brew (letteralmente: “Infuso Mattutino”) è una newsletter pensata per dare in maniera rapida, concisa e diretta notizie sul mondo degli affari, con l’obiettivo di svecchiare (di molto) questo tipo di comunicazione.

una newsletter, capito?
Una di quelle cose che ti intasano la mail, a cui ti iscrivi per obbligo o per sbaglio, che non leggi mai… e di cui maledici i creatori fino al fatidico Unsubscribe

Come si fa a diventare la compagna di colazione di 975.000 persone? Cambiando registro, cambiando tono di voce, cambiando taglio.
Iniziamo dal nocciolo: gli “affari”. Certo, l’andamento di borsa, le macronotizie economiche, le decisioni della politica di alto livello: Morning Brew parla di tutto questo.
Ma ci aggiunge una spruzzata di hi-tech (intese come notizie tecnologiche) e di lifestyle (chiamate anche “cose fighe di cui parlare alla macchinetta del caffè”).

E poi, il linguaggio: Morning Brew sta diventando un punto di riferimento per come approccia la materia. Gli esperti di comunicazione utilizzano un (pessimo) acronimo per quest’area: il TOV, ossia Tone of Voice.
Morning Brew è spigliata, informale al limite del caustico, diretta e “easy” – in tutte le accezioni. Nessun salamelecco, nessun indugio alla grammatica comune alle testate economico-finanziarie come Bloomberg, il WSJ, il Financial Times o – in Italia – il Sole 24 Ore.

Ecco come appare Morning Brew sulla schermata del mio cellulare
Ecco come appare Morning Brew sulla schermata del mio cellulare

Ogni giorno, attorno alle 7 del mattino (ora di New York: in Italia tra le 12.00 e le 13.00) arriva una rapida e-mail con la carrellata di quanto bisogna sapere.
Finanza e tecnologia come focus, abbiamo detto, ma anche media e entertainment, l’industria di prodotto e quella dei servizi, auto e food; e poi retail e settore immobiliare, notizie internazionali e spunti di qualsiasi genere: tutto suddiviso in sezioni, spesso a loro volta organizzati per elenchi puntati.
Facts da una parte, gif animate dall’altra.

Morning Brew si comporta così perché è nata nel 2015 per mano di Alex Lieberman e Austin Rief, due studenti della University of Michigan: Alex e Austin volevano dare uno strumento a colleghi studenti e tirocinanti per essere aggiornati “al volo” su tutto quello che serviva sapere del mondo economico.
“Abbiamo lavorato con più di 75 studenti per aiutarli a prepararsi a colloqui e tirocini” hanno spiegato più volte i fondatori. “Di solito, una delle domande più gettonate è Come fai a tenere il passo con il mondo degli affari?’, e la risposta di solito era ciclostilata. Tutti farfugliavano qualcosa come ‘beh, leggo il Wall Street Journal…’.
Sembra quasi un prerequisito per dire che sei ben informato. E poi, è quello che fanno i genitori: ma il WSJ è denso, asciutto e troppo lungo da leggere dall’inizio alla fine”.

Così, oggi Morning Brew va dritto per dritto per relazionare e mantenere aggiornati i giovani professionisti del business, 28 anni di età media, alto-formati e inseriti nei settori di finanza, consulenza o tecnologia. Insomma, gente con poco tempo e abituata a una comunicazione disintermediata.
Una scelta strategica non solo per differenziare il prodotto, ma anche in chiave revenues. Infatti: da dove prende i soldi Morning Brew?

Ma proprio dal target! La registrazione (gratuita) corrisponde all’inserimento della propria email, personale o spesso aziendale. Questo significa creare un database straordinariamente efficiente e per natura segmentato: chi mai leggerebbe notizie di questo tipo, se non quelli già appartenenti a questo mondo economico?
Queste statistiche, incrociate coi banali demographic, rappresentano un boccone estremamente appetitoso per gli istituti di ricerca e per i profilatori di campagne, i quali non aspettano altro che informazioni dettagliate su cosa interessa ai millenials.

Cresciuta attraverso un passaparola architettato scientificamente, Morning Brew ha massimizzato in maniera incredibile il coefficiente di persuasione dei suoi circa 700 ambassadors: un gruppo di studenti individuati come altamente credibili e convincenti al momento di magnificare le (effettive) virtù della newsletter.
Una applicazione scolastica – e perfetta! – della curva di Rogers, se è vero che in 10 mesi  gli abbonati sono quasi quintuplicati e il tasso di apertura giornaliero è rimasto spesso attorno al 50% (almeno il doppio del tasso medio del settore).

La curva di adozione è un modello che rappresenta il processo di diffusione di un'idea/un prodotto, suddividendo la popolazione (e il mercato) in innovatori, adottatori precoci, maggioranza (precoce e tardiva) e ritardatari - partendo dall'assunto che alcuni individui siano più interessati all'innovazione di altri.
La curva di adozione è un modello che rappresenta il processo di diffusione di un’idea/un prodotto, suddividendo la popolazione (e il mercato) in innovatori, adottatori precoci, maggioranza (precoce e tardiva) e ritardatari – partendo dall’assunto che alcuni individui siano più interessati all’innovazione di altri.

Fonti

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